Domenica mattina oltre venti partecipanti hanno preso parte alla nuova uscita di Bura•GO!, l’iniziativa della Pro Loco Burago dedicata alla scoperta del territorio e delle sue ricchezze naturalistiche.
Ad accompagnare il gruppo è stata Cecilia Dall’Asta, guida del Parco Agricolo Nord Est, che ha trasformato una semplice passeggiata in un viaggio tra storia, biodiversità e tradizioni locali.
Dal Santuario alla leggenda della fonte miracolosa
Il ritrovo è avvenuto presso il Santuario del Lazzaretto di Ornago, luogo ricco di fascino e memoria.
Prima ancora di addentrarci nel bosco, Cecilia ci ha riportati indietro nel tempo raccontando una storia tramandata da generazioni: quella di alcuni bambini che, durante un periodo di grave siccità, avrebbero scoperto una sorgente d’acqua considerata miracolosa. Attorno a questa fonte nacque nel tempo una forte devozione popolare, tanto che ancora oggi una piccola cappella ne custodisce il ricordo e molte persone vi si recano per raccogliere o utilizzare quell’acqua nella speranza di alleviare piccoli e grandi mali.
Una testimonianza di come natura, fede e tradizioni popolari abbiano spesso camminato insieme nella storia delle nostre comunità.
Nel cuore del Boscone
Lasciato il Santuario, il gruppo si è inoltrato nel Boscone di Ornago, uno degli ambienti naturali più interessanti del territorio del Parco Agricolo Nord Est.
Fin dai primi passi è stato possibile percepire una caratteristica particolare del bosco: il suo microclima. L’ombra degli alberi, l’umidità trattenuta dal terreno e la presenza della vegetazione creano infatti condizioni diverse rispetto alle campagne circostanti, offrendo rifugio a una straordinaria varietà di forme di vita.
Durante il percorso Cecilia ha illustrato la ricchezza della biodiversità presente nel Parco, che comprende centinaia di specie vegetali tra alberi, arbusti e piante erbacee, oltre a numerose specie di uccelli, insetti e piccoli animali che trovano qui un ambiente favorevole alla sopravvivenza.
Una varietà sorprendente che spesso passa inosservata a chi attraversa questi luoghi senza fermarsi ad osservare.
Una camminata lenta, fatta di ascolto
La passeggiata, incluse le numerose soste lungo il percorso, è durata circa un’ora e mezza, anzi qualcosa in più se si considera anche la visita alla cappella della sorgente.
Ogni fermata diventava l’occasione per scoprire un dettaglio del bosco, una curiosità naturalistica, una traccia del passato o un elemento del paesaggio che normalmente sfuggirebbe all’attenzione.
Più che una semplice escursione, è stato un invito a rallentare e a guardare il territorio con occhi diversi.
Tradizioni dimenticate e tutela del territorio
Verso la conclusione del percorso, Cecilia ha raccontato anche alcune pratiche di cattura degli uccelli utilizzate in passato nelle campagne e nei boschi della Brianza.
Tecniche oggi vietate e riconducibili al bracconaggio, che rappresentano un’importante occasione di riflessione sull’evoluzione del rapporto tra uomo e ambiente e sulla crescente attenzione alla tutela della fauna selvatica.
Un territorio da conoscere per imparare ad amarlo
La mattinata si è conclusa tornando al punto di partenza, dove il gruppo ha potuto osservare da vicino la cappellina costruita per proteggere la sorgente che ha alimentato per secoli racconti, speranze e devozione popolare.
Un finale simbolico per una passeggiata che ha saputo unire natura, storia, cultura locale e socialità.
La partecipazione di oltre venti persone conferma quanto sia forte il desiderio di riscoprire il territorio attraverso esperienze autentiche e accessibili a tutti.
La Pro Loco Burago ringrazia Cecilia Dall’Asta per la competenza e la passione con cui ha guidato il gruppo e tutti i partecipanti che hanno condiviso questa bella mattinata nel verde.
Perché spesso i luoghi più sorprendenti sono proprio quelli che abbiamo vicino a casa.
































